Pannelli solari disastrosi

scritto da autentico Marcello
Scritto 13 ore fa • Pubblicato 4 ore fa • Revisionato 4 ore fa
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Si segnala l'errore commesso nell'affidare al pannello solare la funzione di rimediare alla scarsità di energia prodotta in Italia
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Testo: Pannelli solari disastrosi
di autentico Marcello

Pannelli solari disastrosi

Il carattere di ogni persona presenta spesso particolarità difficili da accettare o, quantomeno, singolarità così accentuate da apparire quasi contraddittorie.
Nella mia mente domina da sempre una convinzione: “tante piccole cose messe insieme non formano mai una cosa grande”. È un principio che, nel corso della vita, mi ha portato spesso a prendere decisioni considerate stravaganti.

Per questo motivo, l’idea di affiancare tra loro moltissimi piccoli pannelli solari, pensando di risolvere così l’enorme fabbisogno mondiale di energia elettrica, mi trasmette la sensazione di una grave sottovalutazione dei principi fondamentali della natura e della vita stessa.
All’inizio, l’installazione dei pannelli riguardava superfici limitate, soprattutto i tetti delle abitazioni, con lo scopo di coprire i consumi energetici familiari. Col tempo, però, questa pratica si è trasformata in una vera e propria campagna di espansione, cresciuta progressivamente fino a occupare superfici immense. L’idea che tale sistema possa rappresentare la soluzione ottimale a un problema gigantesco come quello energetico mi appare, sinceramente, una forma di follia.

La mia convinzione, naturalmente, si scontra con la realtà dei fatti: in molte parti del mondo sono stati realizzati enormi impianti fotovoltaici che producono quantità considerevoli di energia elettrica. Questo, apparentemente, sembrerebbe dimostrare che il mio ragionamento sia sbagliato. Eppure continuo a ritenere che esistano molte ragioni per dubitare della validità di questa scelta su larga scala.

La mia diffidenza verso il sistema dei pannelli solari nasce da convinzioni profonde che cercherò di spiegare.
La prima è molto semplice: ritengo illogico che un problema enorme e complesso come il fabbisogno energetico mondiale venga affrontato attraverso una quantità sterminata di elementi minuscoli. Sarebbe come curare una malattia gravissima con una piccolissima pastiglia, obbligando il paziente ad assumerne migliaia ogni giorno.
Per risolvere un problema tanto grande, a mio avviso, non si dovrebbe dipendere da migliaia di piccole unità che lavorano parallelamente, ma da poche strutture di enorme capacità, magari anche una sola, in grado di produrre autonomamente tutta l’energia necessaria.

Tuttavia, questa non è la ragione principale della mia opposizione.
La motivazione più profonda riguarda il rapporto tra l’uomo e la natura.

Io credo che la natura funzioni da millenni secondo regole fondamentali che non dovrebbero essere infrante. Pur non conoscendole completamente, ritengo che esistano leggi naturali essenziali che hanno garantito l’equilibrio del mondo fino a oggi.
Una di queste, secondo me, è il principio per cui tutta la superficie terrestre deve essere illuminata, riscaldata e raggiunta dalla luce del sole. I raggi solari rappresentano infatti un elemento fondamentale della vita sulla Terra e alterarne in modo massiccio la diffusione potrebbe avere conseguenze imprevedibili.

È proprio questo il mio timore: l’estensione smisurata delle superfici ricoperte da pannelli solari. Non mi riferisco soltanto ai terreni agricoli, ma a qualunque tipo di superficie. A mio giudizio, i raggi del sole dovrebbero poter raggiungere liberamente l’intera superficie terrestre secondo equilibri naturali che non conosciamo fino in fondo.
Continuando a coprire territori sempre più vasti con enormi distese di pannelli, rischiamo di violare tali equilibri. E quando le leggi della natura vengono forzate oltre misura, temo che prima o poi possano manifestarsi conseguenze negative.

Esiste poi un ulteriore problema: l’invecchiamento dei pannelli stessi.
Le installazioni aumentano continuamente e, con il passare degli anni, milioni di pannelli dovranno essere sostituiti e smaltiti. Questo comporterà inevitabilmente la gestione di enormi quantità di materiale fuori uso, con problemi ambientali che oggi forse vengono sottovalutati.

In sostanza, le mie obiezioni derivano da una convinzione precisa: si sta procedendo verso una diffusione eccessiva dei pannelli solari, senza considerare abbastanza i limiti imposti dalla natura e dagli equilibri ambientali. Ritengo che questa corsa incontrollata possa provocare, nel tempo, conseguenze importanti.

Concludendo, penso che il problema energetico debba essere affrontato in modo diverso, probabilmente attraverso il nucleare che, grazie alle tecnologie più recenti, potrebbe offrire soluzioni più efficienti e con minori rischi sanitari rispetto al passato

Pannelli solari disastrosi testo di autentico Marcello
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